Paolo Viti

Ogni anno, dal 1995, questo città di 60 mila abitanti che nei secoli è stato polacca, sassone, prussiana, per poi ritrovarsi nella Germania dell’Est nel 1945, riceve oltre 500 mila euro da un donatore misterioso che indirizza il denaro per restaurare i palazzi e le strade del centro storico. Senza mai svelare la propria identità o le ragioni di questo straordinario atto di generosità, l’angelo mecenate esprime solamente, tramite un suo portavoce, l’auspicio che il denaro sia speso nel recupero dei gioielli antichi del borgo. Come in effetti è avvenuto: gestiti da una fondazione (dove siedono il sindaco, l’assessore all’edilizia, il capo dell’istituzione, un rappresentante dei cittadini e il legale dell’anonimo) i soldi sono serviti a riportare Gorlitz ai suoi antichi fasti, di gioiello delle architetture gotica, rinascimentale e barocca. Ritira il premio il borgomastro di Gorlitz.