Premio Comunicazione 2026
I colori della tempesta, film di Roberto Dordit ispirato a Pasquale Rotondi, racconta l’Operazione Salvataggio e il ruolo del soprintendente che salvò migliaia di opere d’arte italiane dalla guerra, offrendo uno strumento di memoria e divulgazione.
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Lauretta Colonnelli
Premio Comunicazione 2025
Giornalista e autrice di saggi e reportage di successo, racconta con stile brillante l’arte dimenticata, svelando storie e opere nascoste attraverso una narrazione colta, accessibile e appassionata.
John Pedeferri
Premio Comunicazione 2024
Ideatore e curatore del podcast Trafug’Arte che narra storie d’arte rubata, di bellezza offesa, dalla diretta voce dei protagonisti, delle autorità politiche, dei più grandi storici dell’arte e archeologi italiani.
Paolo Conti
Premio Comunicazione 2023
Per il costante impegno sulla divulgazione dei temi culturali e come rappresentante della squadra che ha allestito la mostra “Arte Liberata” alle Scuderie del Quirinale.
Nicolas Detry
Premio Comunicazione 2022
Per la sua attività di studioso attento del problema e del salvataggio delle opere d’arte durante la Seconda guerra mondiale.
Vittorio Emiliani
Premio Comunicazione 2021
Giornalista e scrittore, già direttore del Messaggero e già presidente della Fondazione rossini di Pesaro dal 1990 al 1995, presidente del Comitato per la bellezza, per il libro che ripercorre la vita di uno dei più grandi storici dell’arte del novecento: Andrea Emiliani.
Annalisa Venditti
Premio Comunicazione 2019
Per la ricerca anche di opere d’arte rubate, come inviata nel popolare programma televisivo condotto da Federica Sciarelli "Chi l'ha visto?".
Franco di Sarro
Premio Comunicazione 2018
Per aver portato la Grande arte al cinema con realizzazioni di alta qualità tecnica e scientifica.
Roberto Pisoni
Premio Comunicazione 2017
Per la direzione della squadra di Sky Arte, un canale interamente dedicato all'arte e alla cultura in vari ambiti.
Raffaella Turatti
Premio Comunicazione 2016
Per il suo coraggioso lavoro di ricerca sul Museo Savitsky, e l’arte proibita in un’area remota del Karakalpastan, nel cuore dell’Asia centrale, dove finirono esiliate le opere degli artisti dissidenti dell’Urss.









